lunedì 28 giugno 2010


si questo è il paese dove l'antisemitismo è reale, perchè dei semiti ( i palestinesi) possono essere affamati torturati umiliati e massacrati, dove fra elementi della stessa religione c'è discriminazione e razzismo..... questa poesia di Manuel Garcia Vino è una radiografia dello stato d'Israele “Il Profeta rivendica”: Ancora rimangono molti Palestinesi vivi, oh, figli di Sion. Così tanto tempo per scacciarli, umiliarli, imprigionarli, torturarli, ammazzarli, macellarli, eppure godono ancora del soffio della vita. Ancora rimangono molti Palestinesi vivi a vostro fianco. Non li vedete? Non li sentite? Pretendono di essere i padroni di questa terra, perché sono nati da coloro che rimasero tranquilli dopo che i calzari dell’aquila romana calpestarono le loro messi, i loro olivi, i loro negozi e gli allevamenti di colombe. Cosa state aspettando, figli di Sion? Non lo udite il comandamento di Yahvé? Sterminateli! Altrimenti, la furia dell’Eterno, grande e terribile, ricadrà su di voi. Su di voi, che conoscete, ve lo hanno insegnato fin da bambini, come i Palestinesi, donne, uomini e bambini non meritano di vivere nei vostri campi, nelle vostre città… Che si aspetta per sterminarli? Stanno profanando la vostra terra, questa terra gloriosa data a voi da dio Yahvé in eredità. Yahvé che, anche se non esiste, può sempre offrire molti campi, molte città, da Oriente ad Occidente, e sotto il mare, sopra le nuvole e ancora oltre l’orizzonte… Campi, un profluvio di latte e miele, che sono vostri, perché voi li avete rapinati, due volte li avete rapinati, come vi comandò Yahvé, per bocca del Profeta, benedetto sia Yahvé, il Santo dei Santi, anche se non esiste. Guardatevi in giro; osservate quella donna tranquilla, vicino al pozzo, sotto la palma. Porta un figlio nel suo ventre. Ne potete ammazzare due in un colpo solo. Trascinatela, estraetele le viscere, estraetele il figlio che sta aspettando e gettatelo ai maiali… Perché voi non mangiate maiale, però i maiali mangiano i bimbi palestinesi. E là, sul limitare opposto, un uomo con le mani vuote, perché il raccolto è vostro, il grano è vostro, e le spighe, e il frutto della vigna e dell’olivo. È famelico, un morto vivente, stroncato per sempre, che i suoi cenci non deturpino i pendii del sacro monte di Sion. Guardate, vedete ancora quel gruppo di bambini che gioca sulle sponde del Giordano, i loro piccoli piedi sguazzano negli acquitrini, fra i mirti e le piante odorose. Per non sporcarvi le mani, schiacciateli con i vostri carri da combattimento. Non abbiate timore per le pietre che vi lanciano, le pietre non fanno danno, se vengono tirate da mano innocente. Uomini, donne e bambini non sono uomini, donne e nemmeno bambini se sono palestinesi, oh, figli di Sion! Nemmeno il loro dolore è dolore, nemmeno le loro parole sono parole nemmeno i loro lamenti sono lamenti nemmeno il loro pianto è un pianto nemmeno le loro lacrime sono lacrime nemmeno la loro morte è morte… Sterminateli… Cancellateli dalla faccia di questa sacra terra. Obbedite! Ricordatevi della Legge di Mosé, il servo di Yahvé, dei precetti e dei comandamenti che vi sono stati dati dal Signore, il Santo dei Santi anche se non esiste, sul monte Horeb, per bocca del Profeta. Dovete obbedire, sterminateli, non sia mai che il fulmine immenso di Yahvé, grande e terribile, ricada su voi per dare a tutti voi e a tutta la vostra terra la maledizione
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